lunedì 4 gennaio 2010

un terremoto infinito

nchieste complesse come quelle che devono accertare le responsabilità dei crolli e delle morti nel terremoto a L’Aquila potrebbero cadere nel nulla una volta approvata la legge sul processo breve. Resterebbero impuniti i colpevoli e non avrebbero giustizia i familiari delle vittime. Accadrebbe per la Casa dello Studente, dove sono morti otto ragazzi, per il Convitto nazionale, dove ne sono morti altri tre, ma non solo: accadrebbe per i numerosi palazzi che hanno sepolto decine e decine di cittadini. Tantissimi sono anche gli studenti morti nelle case in affitto.

“Fissare tempi contingentati per celebrare le cause senza fornire strumenti e risorse alle procure significa condannare alla prescrizione processi importanti”, sottolinea il Comitato Familiari Vittime della Casa dello Studente lanciando una petizione contro la legge sul processo breve.

Come risponde, invece, lo Stato alla necessità di giustizia e alle difficoltà di una città terremotata che tenta faticosamente di rialzare la testa? “E’ di questi giorni la notizia di un provvedimento del ministro Angelino Alfano circa tagli al personale giudiziario che andranno ad interessare in maniera rilevante anche il tribunale dell’Aquila“, fa sapere il Comitato. Come si pensa di accelerare i tempi della giustizia riducendo le risorse umane? E’ questo il trattamento riservato a chi ha perso quanto di più caro?

Da subito dopo il terremoto la procura dell’Aquila ha lanciato diversi sos chiedendo un rafforzamento del pool investigativo. Sembra infatti, come affermò il padre di una delle giovani vittime, che il pubblico ministero Fabio Picuti debba occuparsi da solo, sotto il coordinamento del procuratore Alfredo Rossini, delle inchieste del terremoto e di tutto l’ordinario della Procura dell’Aquila. I familiari degli universitari chiesero questa estate che almeno un magistrato fosse messo in condizione di seguire solo le inchieste sul sisma, senza doversi occupare anche dei furtarelli. Con tutto quello che è “venuto giù” a L’Aquila con il terremoto – per chi non lo sapesse – il lavoro dei magistrati è davvero complesso e delicato.

Per scongiurare che tutto finisca in un nulla di fatto, in occasione della fiaccolata ad otto mesi dal terribile terremoto, è stata lanciata una petizione contro il ddl per il processo breve. Chiunque può firmare. Le adesioni (nome, cognome, indirizzo) possono essere inviate ad Antonietta Centofanti, promotrice del Comitato Familiari Vittime Casa dello Studente (antoniettacentofanti@libero.it). Ed è importante fare il passaparola: la petizione DEVE girare il nostro Paese, per la giustizia a L’Aquila e in tutta Italia.

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